Progetto Under 25

L’attività di Pier Vittorio Tondelli, oltre all’elaborazione e alla pubblicazione dei propri scritti, si è incentrata sull’attenzione per il mondo giovanile; ha scommesso sui giovani, scegliendo di mettere in campo nuove voci e nuovi linguaggi.

È questa la funzione del progetto Under 25, contenente tre volumi (Giovani blues, Belli & Perversi, Papergang) considerato lavoro creativo di Tondelli, che a più riprese denunciava la mancanza di impegno e progettualità delle case editrici nei riguardi dei giovani talenti. Incitava i giovani, che avessero qualcosa da dire, a inviare in forma narrativa, i loro racconti, le loro storie, proponendo un limite di età (25 anni). I racconti verranno in seguito pubblicati dalla casa editrice Il Lavoro Editoriale di Ancona (poi Transeuropa) di Massimo Canalini, Giorgio Mangani ed Ennio Montanari. In circa due mesi, (il 31 dicembre 1985 scadeva il “concorso”), giunsero all’editore oltre quattrocento testi e nei primi mesi del 1986 un altro centinaio.

Tondelli è sempre stato attivo e ha mostrato disponibilità verso i giovani attraverso diverse iniziative: nel mensile «Rockstar» tenne una rubrica, Culture Club, in cui forniva ai giovani lettori indicazioni per la lettura, citando libri e scrittori; nel 1989 progetta una rivista quadrimestrale, «Panta» (il primo numero esce nel gennaio 1990), nella quale giovani scrittori italiani e stranieri potessero confrontarsi e dialogare.

Il progetto Under 25 prende forma già in due articoli  pubblicati sulla rivista «Linus» nel 1985: nel primo, Gli scarti (maggio), Tondelli fa un’analisi sulla condizione giovanile, (tema a lui caro), partendo dagli “scarti generazionali”, ossia quei giovani che non si omologano ai loro compagni, che deviano dall’uniformità e quindi possiedono maggior interesse rispetto alla massa; nel secondo articolo, Scarti alla riscossa (ottobre), l’autore, fornisce alcuni spunti stilistici e tecnici ai giovani scrittori interessati al progetto.

I – Giovani blues.

 

Da Giovani blues usciranno i racconti di Andrea Canobbio, Andrea Lassandri, Roberto Pezzuto, Giuliana Caso, Paola Sansone, Rory Cappelli, Alessandra Bruschi, Giancarlo Visconvich, Claudio Camarca, Vittorio Cozzolino, Gabriele Romagnoli.

II – Belli & Perversi.

 

Nel secondo volume, Belli & Perversi, pubblicato nel 1988,  si approfondiscono “gli aspetti letterari della proposta”, ossia meno autori, più pagine a loro disposizione e un commento introduttivo su ogni singolo testo. Questo volume presenta i racconti di Andrea Mancinelli, Francesco Silbano, Romolo Bugaro, Giuseppe Borgia, Renato Menegat, Andrea Demarchi, Tonino Sennis.

III – Papergang.

 

Il terzo volume, Papergang (1990), è diverso dai precedenti, perché più riflessivo e con attenzione rivolta alla scrittura femminile, al lavoro delle ragazze. Presenta i testi di Silvia Ballestra, Guido Conti, Raffaella Venarucci, Giuseppe Culicchia, Alessandro Comoglio e Frediano Tavano, Ageliki Riganatou, Andrea Zanardo.

 

 

È lo stesso Giuseppe Culicchia, a raccontare la sua esperienza e il suo incontro con Pier Vittorio Tondelli: “Seppi delle antologie da una rivista di musica, Rockstar. Lì, Tondelli teneva una rubrica, attraverso cui invitava i lettori a spedirgli i loro racconti. Io, però, non glieli inoltrai per posta, glieli diedi di persona. Fu durante uno dei primi Saloni del Libro. Si trovava lì per presentare Camere Separate e io lo abbordai. Con assoluta ingenuità, ebbi anche l’infelice idea di domandargli se, a suo avviso, valesse la pena per me di continuare a scrivere. Lui rise e mi disse che non poteva dirmelo lui, che si trattava di un qualcosa che dovevo sentire e scoprire autonomamente. Tondelli, a quell’epoca, faceva qualcosa di unico ed eccezionale nel panorama editoriale perché, pur da scrittore affermato qual era, impiegava generosamente il suo tempo, senza averne alcun ritorno economico, leggendo inediti. Io presi parte all’ultima antologia curata da lui, uscita nel 1990. Allora non c’era ancora l’idea di una nuova narrativa italiana. Le case editrici erano restie a pubblicare un esordiente e molto chiuse rispetto al nuovo. C’erano stati pochissimi casi, quali appunto Tondelli, De Carlo e Marco Lodoli.”